Corrado Del Conte, della galleria d’arte « Il Fiore »

A Desenzano, ho saputo la notizia dell’alluvione dalla radio. L’immagine che mi sono fatto è stata quella di Firenze ricoperta da venti centimetri d’acqua. Ho pensato subito ai grandi disegni di Rosai.

Ho detto: * Andremo, appena arrivati in città, in via Giotto “. Ho raggiunto la casa dopo vicissitudini varie. Sono entrato. Cosa posso dire. Ho una certa età. Eravamo sette in famiglia. Siamo rimasti due soli.

Non ho mai pianto. Ma in quell’attimo mi vennero i goccioloni. Quadri fra la mota, disegni staccati, fra la melma e la nafta. Puzzo di morte nelle case, puzzo di carogne. Era buio. Le candele non illuminavano abbastanza.

La mattina successiva mi alzo e raggiungo a piedi la galleria in via della Pergola. La striscia della nafta era un metro e novanta alta più di me. Con difficoltà riuscii ad aprire. In un armadio avevo una cartella con dentro due incisioni di Morandi, tre disegni di Rosai, acquerelli di Treccani, sette tempere di Reggiani. Trovai gli sportelli aperti e tutto il contenuto dentro la mota. La carta era diventata pasta.

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