4 Novembre 1966, un sacco di ricordi

4 Novembre 1966, mi tornano a mente un sacco di ricordi che si sovrappongono ed anche un po’ sfocati. Proprio oggi sono 50 anni da quel fatidico giorno.

……ero un ragazzo di quasi 14 anni che non si rendeva conto, che si stava consumando una tragedia immane che avrebbe coinvolto tutto il mondo. Abitavo alla periferia di Firenze in zona Monticelli, dove c’è la diramazione che, girando a destra si va verso Scandicci e a diritto verso Casellina, precisamente Via Fra Diamante n.1 all’angolo di via Antonio del Pollaiolo, proprio di fronte al campo sportivo della REMAN AUDACE. Era una giornata di festa, la Festa della Repubblica, non c’era scuola, ma ricordo che mia nonna che viveva con noi, venne a svegliarmi verso le 8,30, perché dalla via del Pollaiolo stava arrivando la piena dell’acqua e mi ricordo che cercai di scendere per strada, per la curiosità, ma stando all’angolo della strada, ricordo che il gorgo dell’acqua che arrivava era già molto forte e non mi permetteva di uscire. Dopo nemmeno 10 minuti l’acqua era già entrata nel portone del palazzo e continuava ad entrare con una forza tremenda. Già intorno alle 10 la mattina eravamo bloccati senza la possibilità di poter uscire.

Ricordo che per la strada passava di tutto trascinato dall’acqua, biciclette, motorini, auto a quei tempi qualche 500, qualche 600 e qualche 1100, mi ricordo che vidi passare sempre trascinato dall’acqua un barroccino e quello che mi è rimasto impresso un’edicola intera sradicata che galleggiava e se ne andava via per via del Pollaiolo, probabilmente l’edicola che c’era in via di Monticelli all’angolo di via Bronzino. Piovve per tutto il giorno e l’acqua continuò a salire fino a sera tardi, mi ricordo che per le scale, senza poter uscire, controllavamo agli scalini il livello che si alzava. Verso le 20 la sera si stabilizzo e si fermò. La mattina dopo, l’acqua si era ritirata, però aveva lasciato in tutto il manto stradale e sui marciapiedi uno strato di melma assurdo, che non permetteva assolutamente di stare in equilibrio. Era melma mescolata a Kerosene e gasolio, perché a quei tempi la maggior parte degli impianti di riscaldamento erano alimentati con quei liquidi. Ricordo appena uscito dal portone, mi trovai in mezzo alla strada disteso, completamente pieno di melma, dovetti tornare in casa a pulirmi e a cambiarmi tutto. Verso mezzogiorno, mi feci coraggio ed insieme ai miei amici Carlo, Antonio e Gian Paolo che abitavano nel mio palazzo, andammo verso il ponte alla Vittoria e lì ci rendemmo conto dei danni che poteva aver fatto il nostro amato Arno. All’inizio di via Bronzino c’era un camion cisterna che aveva iniziato a distribuire l’acqua, perché chiaramente quella che usciva dai rubinetti era imbevibile. Cominciammo ad incontrare gente che ci dava le prime notizie di quello che era accaduto e che ancora era in atto. San Frediano era ancora abbondantemente sotto l’acqua e ancora non c’era la possibilità di accedere. Arrivammo fino al ponte alla Vittoria e sull’angolo di Via dei Vanni, essendoci dal ponte un po’ di discesa, l’acqua aveva fatto mulinello ed aveva scavato una buca enorme e molto fonda e lì mi ricordo ci fermammo a dare una mano, a scavare in questa melma, perché qualcuno diceva che poteva esserci anche qualcosa di brutto, visto che già si parlava di gente dispersa, fortunatamente non si trovò niente. Però il ricordo dei negozi che via via incontravamo e che erano in condizioni indescrivibili: un ammasso di melma, mescolata a tutta la merce che questi vendevano, ammassi in mezzo alla strada di questa roba, ormai inutilizzabile, piena di melma. Il giorno successivo, ricordo che le strade, almeno nella nostra zona, avevano iniziato a ripulirle alla meno peggio, per dare la possibilità ai mezzi che arrivavano per i soccorsi di poter transitare. Io decisi di fare una girata a piedi verso il centro e mi ricordo che riuscii insieme a mio padre ad arrivare fino alla stazione. Più che si andava aventi e più che ci rendevamo conto della drammaticità della situazione. Firenze era completamente devastata, negozi distrutti, appartamenti ai primi piani completamente invasi dall’acqua e gente disperata che gettava tutto dalle finestre per rientrare in possesso delle proprie case. Quello che c’è stato di bello, è che immediatamente da tutte le parti del mondo si sono in qualche modo adoperati per venire a dare una mano per la ricostruzione e per il recupero dei danni che questa tragedia ha causato.

  • alluvione-firenze-9b
  • alluvione_firenze_19
  • alluvione_firenze_23
  • alluvione-firenze-4b
  • firenze_alluvione_photo 7
  • alluvione-firenze-8c
  • alluvione_firenze_31
  • alluvione-firenze-8b
  • alluvione-firenze-6c
  • firenze_alluvione_photo
  • alluvione_firenze_27
  • alluvione_firenze_34
  • alluvione_firenze_35
  • alluvione_firenze_20
  • arno-straripa-a-firenze-pag027
  • alluvione-firenze-5a
  • arno-straripa-a-firenze-008
  • firenze_alluvione_mazzanti_04
  • firenze_alluvione_photo 8
  • alluvione-firenze-8a
  • alluvione_firenze_22
  • alluvione_firenze_25
  • prato_alluvione_45
  • arno-straripa-a-firenze-007
  • alluvione_firenze_15
  • arno-straripa-a-firenze-009
  • alluvione-firenze-7b
  • alluvione-firenze-4a
  • arno-straripa-a-firenze-016
  • alluvione_firenze_33
  • prato_alluvione_47
  • 2014-02-11-087
  • arno-straripa-a-firenze-013
  • alluvione_firenze_14
  • alluvione_firenze_24
  • arno-straripa-a-firenze-012
  • alluvione-firenze-6b
  • firenze_alluvione_photo 10
  • prato_alluvione_38
  • firenze_alluvione_photo 2
  • arno-straripa-a-firenze-pag028
  • alluvione-firenze-5c
  • alluvione_firenze_18
  • prato_alluvione_48
  • arno-straripa-a-firenze-015
  • alluvione_firenze_30
  • alluvione-firenze-9
  • arno-straripa-a-firenze-pag026a
  • firenze_alluvione_mazzanti_03
  • prato_alluvione_40