Firenze 1966-1996, c’erano i radioamatori ed i cb durante l’alluvione

Trenta, tanti sono gli anni passati da quando una mattina del 4 novembre l’Arno esondò, alluvionando Firenze e quanto trovò oltre le sponde, per tutto il suo percorso fino alla foce a Pisa. Quale fu la causa? Una concomitanza di motivi ma la principale fu l’intensità e la quantità di pioggia caduta in breve tempo. Infatti dopo giorni di pioggia insistente che impregnò tutto ciò che era disponibile per assorbirla, prese ad aumentare con una intensità da scroscio temporalesco. Fu una pioggia che cadeva su imprevidenze antiche, imputabili alla inesistente politica idrografica dei Medici, tesi soprattutto all’utilizzo economico del fiume. Non da meno fu l’indifferenza, l’ignoranza o l’impossibilità di riparare i danni ormai arrecati, di chi governò dopo.
Modificare e togliere al fiume i luoghi deputati a smaltire l’acqua nei momenti di piena porta inevitabilmente agli allagamenti di centri abitati e di culture. L’alluvione di Firenze si consumò dalle prime ore del mattino del 4 novembre 1966.

L’Arno esondò per tutto il giorno e parte della notte. L’acqua iniziò a defluire il giorno 5 lentamente e costantemente fino a rimanere stagnante, in alcune sacche, dopo aver lasciato un segno orizzontale nero sui muri, dove era arrivata in altezza, ed in basso la melmetta che copriva e sporcava tutto. La città fu isolata. I cittadini bloccati dall’altezza e dalla velocità dell’acqua. Telefono, acqua, gas ed energia elettrica cessarono e con loro ogni possibilità di comunicare. Gli OM c’erano anche se il loro numero non era quello attuale ed i 144 MHz arriveranno nel 1974. Le difficoltà che più  colpirono i radioamatori fu la mancanza di energia elettrica.
La presenza degli OM fu sensibile dopo il 4 ed il 5 novembre, passata la fase acuta ed imprevedibile dell’alluvione. La prefettura stessa accolse i radioamatori nella sala radio e la collaborazione durò a lungo. Ed i CBers? Il fenomeno e poi problema CB non esisteva ancora. Sul mercato c’erano degli apparati portatili quarzati o quarzabili sui 27 MHz.
Non erano certo di diffusione comune. Chi li usava lo faceva nella più completa disinformazione di essere le avanguardie di un fenomeno che diventerà un problema negli 1971-72.
Erano acquistabili piccoli National con antenna estraibile, nessun Smeter e con una potenza che raggiungeva al massimo mezzo watt. Erano venduti a coppia. I pochi fiorentini che li avevano ne fecero un uso presumibilmente limitato e non funzionale all’informazione. Si dice ad esempio che un gioielliere del Ponte Vecchio li utilizzasse per comunicare a casa, a poche centinaia di metri, il disastro che l’Arno stava facendo alle botteghe ed alle costruzioni sul ponte. Non ci fu, per quanto conosciuto, un uso documentato e documentabile della presenza di CB come invece avvenne a Genova nel 1970 con l’alluvione del Biscione. A Firenze il 4 novembre 1966 c’era la radio e con questi righi era importante ricordarlo. Così come lasciare ai lettori OM e CB di aggiungere i loro ricordi e le loro testimonianze se vorranno scriverci.
Paolo Badii

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