Giulio Carnesecchi, piazza dei Giochi

Giulio Carnesecchi, piazza dei Giochi

Paratie alle porte per limitare l'acqua dell'Arno dell'alluvione di Firenze
Paratie alle porte per limitare l’acqua dell’Arno

Dal primo piano della casa di fronte mi hanno detto di star calmo e di aggrapparmi alla colonna. Mi hanno buttato una corda quando già avevo l’acqua alla gola, e così mi hanno tirato in salvo. Dopo un’ora ero io che dovevo aiutare loro a portare la roba al piano di sopra perché l’acqua continuava a crescere e stava per entrare dalla finestra.

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Interrotte la ferrovia e l’Autostrada Firenze-Roma

Interrotte la ferrovia e l'Autostrada Firenze-Roma
Interrotte la ferrovia e l’Autostrada Firenze-Roma

Interrotte la ferrovia e l’Autostrada Firenze-Roma

Interrotte la ferrovia e l’Autostrada Firenze-Roma e la Situazione è drammatica anche In altre zone della Toscana per l’ondata di maltempo abbattutasi sulla regione. L’epicentro del pauroso nubifragio è nella zona dell’Aretino: la ferrovia Firenze-Roma è interrotta per lo straripamento di due torrenti a Montevarchi l’importante centro valdarnese è completamente isolato e sommerso dall’acqua che in qualche punto raggiunge i tre metri e il traffico sull’autostrada del Sole è bloccato tra i caselli di Firenze Nord e Chiusi.

Interrotte la ferrovia e l’Autostrada Firenze-Roma e Gravissima la situazione nel Casentino: sulla statale Casentinese nel tratto fra Talla e Rassina, in località Salutio, è crollato un ponte su un torrente; le squadre accorse per segnalare il pericolo hanno trovato tra le macerie due motociclette. Non è stata trovata traccia delle persone che si suppone fossero a bordo.

A Ponte a Poppi l’Arno ha superato gli argini verso la mezzanotte e numerose famiglie hanno dovuto abbandonare le case. Alle una è straripato in località la Lisca tra Lastra a Signa e Montelupo. La statale Tosco-Romagnola è sommersa. Il traffico è stato deviato sulla strada provinciale Malmantile-Montelupo.

Il maltempo ha sorpreso il presidente della Camera, onorevole Brunetto Bucciarelli Ducci, a Cavriglia, dove è rimasto bloccato. Anche il presidente del consiglio onorevole Moro ha subito un intralcio a causa del nubifragio: il direttissimo sul quale viaggiava diretto a Venezia è stato istradato sulla linea Orte-Falconare-Bologna.

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Sergio Salvadori, operaio tessile

Quattro ore sul tetto della fabbrica. Mica avevo paura. Ridevo. E non pensavo nemmeno a mia mamma. In quei momenti si pensa solo alla buccia.

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Angelina Farruggia, via della Mattonaia

Il giorno dell’alluvione volevamo fare la spesa. L’acqua entrava nel piano di sotto dalla terrazza. Il ragazzino diceva:

“Non è niente, non è niente”.

Passavano libri e oggetti vari. A un tratto dei gridi: ” Aiuto! aiuto! affogo! “.

” Pierino, vai a vedere “, ho detto io. Pierino è il ragazzino, e insieme a un altro è andato a salvarla. Chi? La padrona di casa che abita al pianterreno. Ho passato la notte in bianco seduta in poltrona. Come piangeva il ragazzino. Ho perso tutto, tutto. La macchina era sparita dentro il fango. Povero figlio mio. L’aveva comprata un anno fa. Passavano con le barche. ” Aiuto! aiuto! “, dicevamo. Macché. ” Abbiamo una bambina di dieci mesi! “. Niente. E l’acqua saliva. E l’incendio della profumeria? Le fiamme alte.

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Mauro Poggiali, via Adriani 14

Davanti a noi, nella casa di fronte, quattro donne al primo piano hanno seguitato per un’ora a correre per le stanze e a battere la testa nel muro, sì, proprio a battere la testa nel muro. Le hanno salvate dal balcone, con una scala calata dal tetto.

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Bruna Caldelli, piazza Santa Croce

L’acqua m’è rimasta negli occhi. Ho avuto tanta forza da aiutare gli altri a non fargli sentire la mancanza di vita. E avevo il marito all’ospedale. Sono riuscita a non far disperare tutta quella gente che avevo in casa. Ora vanno in collasso piano piano. Ma quello che non dimenticherò mai è quando il portone della chiesa di Santa Croce si è aperto. È stato come se una mano avesse aperto l’uscio e qualcuno avesse detto all’acqua: “Entra”.

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II pittore Umberto Baldaccini

La sera del 3 non ero a Firenze e la sera fra il 4 e il 5 sono andato a dormire in un treno fermo in stazione perché non potevo raggiungere casa mia. Soccorsi se ne sono avuti po¬chi. Passò uno con la macchina che portava le candele. Quanto agli altri li ho ancora da vedere. Sono venuti amici, ma come soccorsi ufficiali, niente. Sono stato un mese a man¬giare salsicce e soprassata. Firenze non è un posto dove si fa un buco in terra e si trova il petrolio. A Firenze si fa un buco in terra e si trova un’opera d’arte.

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Corrado Del Conte, della galleria d’arte « Il Fiore »

A Desenzano, ho saputo la notizia dell’alluvione dalla radio. L’immagine che mi sono fatto è stata quella di Firenze ricoperta da venti centimetri d’acqua. Ho pensato subito ai grandi disegni di Rosai.

Ho detto: * Andremo, appena arrivati in città, in via Giotto “. Ho raggiunto la casa dopo vicissitudini varie. Sono entrato. Cosa posso dire. Ho una certa età. Eravamo sette in famiglia. Siamo rimasti due soli.

Non ho mai pianto. Ma in quell’attimo mi vennero i goccioloni. Quadri fra la mota, disegni staccati, fra la melma e la nafta. Puzzo di morte nelle case, puzzo di carogne. Era buio. Le candele non illuminavano abbastanza.

La mattina successiva mi alzo e raggiungo a piedi la galleria in via della Pergola. La striscia della nafta era un metro e novanta alta più di me. Con difficoltà riuscii ad aprire. In un armadio avevo una cartella con dentro due incisioni di Morandi, tre disegni di Rosai, acquerelli di Treccani, sette tempere di Reggiani. Trovai gli sportelli aperti e tutto il contenuto dentro la mota. La carta era diventata pasta.

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